another year’s over, cantava il buon john lennon e, come sempre in queste ricorrenze di fini e adiacenze d’inizi, soppesiamo il bottino di altri quasi-dodici mesi e, saggiandone la sostanza, determiniamo il nostro grado di soddisfazione con lo sguardo già rivolto al sol dell’avvenir. ognuno farà i propri conti e forse qualche bugia se l’è già detta, a proposito del futuro, ma certe bugie sono degli ottimi punti di partenza.

mina era nata in una famiglia di troppi figli ed era stata ceduta ad una famiglia adottiva, come si usava all’epoca, una famiglia di commercianti. avevano un negozio di alimentari, piccolo ma bene avviato. il lavoro era tanto, servivano anche i figli degli altri. poi ci fu la guerra, le cose cambiarono e il negozio chiuse. mina si sposò e nella nuova casa portò, della sua vita precedente, solo la bilancia a due piatti e i pesetti necessari a misurare la pasta, la carne, i legumi. la bilancia rimase nel ripostiglio e si trova lì anche adesso che mina non vede più bene e dimentica le facce e i nomi dei nipoti.