Atrae tenebrae

gennaio 14, 2012

Se fortuitamente, passeggiando per le strade dissestate di questo suburbio e ravanando nelle molte discariche, ci si dovesse imbattere in una lampada da strofinare, vi sono seri dubbi sul genio che dovesse uscirne. Non aspettiamoci giganti blu con un ricciolo al posto delle gambe, come ci ha insegnato la menzogna pop-animata. No, il genio è un brutto ceffo in catene che ob torto collo esegue le pretese di padroni indegni. Nessun genio vero, nessun desiderio vero.

Prendiamo appunti mentre tutto intorno crolla. Alla fine del mondo, sembra che abbiamo tutto il mondo da ricordarci. Traffichiamo con penne e fogli volanti, ripetiamo a memoria poesie, filastrocche, canzoni, frasi di una banalità assurda a cui mai e poi mai avremmo dato importanza. Nella bufera grattiamo le pareti delle caverne come uomini e donne d’altri tempi, incidiamo i tronchi degli alberi, affondiamo legnetti nella sabbia. Tanto tutto sarà portato via e l’urgenza è quella di non dimenticare i fondamentali, le basi.

siamo
solo
stanchi